La tradizione di Pradello Colombo
La Gigiotta e il suo Colombo
Cosa dicono gli Storici?

Vi sono Storici a favore e Storici  contrari.
Luigi Ambiveri trova  un DOCUMENTO, redatto il 06/ 09/1440, con cui, DOMENICO COLOMBO, prende in affitto una casa in Vico dell'Olivella ( Genova) per sè e la sua famiglia.
(Quando si affitta una casa sostiene lo Storico  è perchè in quella città prima non si abitava. E, fa riferimento, sottolineando la scrittura, alla lapide posta sulla TORRE:
Anno 1439 Domenico lasciato Pradello e riparava in quei di Genova).
Il figlio Fernando, nel suo libro HISTOIRE scrisse:
...nella sua piccola età, mio padre imparò le lettere e studiò a Pavia.
I Professori Pietro Mojraghi ed il Dott.Carlo dell'Acqua hanno mostrato con.................e con.... che COLOMBO  studiò a Pavia (Gentile_Pagani).
L'avere il COLOMBO studiato a Pavia è una prova diretta ch'egli era Piacentino .......E' molto probabile che Domenico Colombo, Nobile, ma decaduto per.......abbia ottenuto per il figlio studente una delle borse Castiglioni destinate ai figli di famiglie Piacentine.
Se CRISTOFORO COLOMBO  fosse stato Genovese non avrebbe potuto fruire di un sussidio destinato ai Piacentini.
Perchè non parla mai di Genova, la superba, pur avendo quì vissuto per tanti anni? 1440/1470.

CRISTOFORO aveva un suo progetto, ma per attuarlo serviva un finanziamento
Siamo sul finire del MEDIOEVO: era l'epoca dei grandi viaggi;  due sono le cause che "agitavano" gli europei ed in particolare i Portoghesi e gli Spagnoli: il desiderio di scoprire nuovi luoghi e il desiderio di richezza.
Con la caduta di Costantinopoli il Monopolio delle spezie apparteneva ai Genovesi, ai Veneziani ed ai Turchi; il loro prezzo era molto alto e tutte le potenze desideravano trovare una nuova via per raggiungere le Indie.
In Firenze un cosmografo Paolo dal Pozzo Toscanellì parlava della sfericità della terra.
Colombo, aveva costriuto un suo piano per cui chiese per ben due volte a Genova di aiutarlo, ma non fu mai ascoltato.
Nel 1470, dopo il secondo rifiuto parte per il Portogallo e a Lisbona contrae amicizia con chi?
Con banchieri e nobili Piacentini quali gli Sforza, gli Anguissola ed in particolare i Nicelli. (sembra che il padrino di battesimo dello stesso fosse stato un certo Cristoforo Nicelli).
Da questo Nobile  viene introdotto nella casa di un'altro Nobile, sempre Piacentino, un Pelastrello, Governatore dell'Isola di Porto Santo e da costui,  o meglio dalla moglie, ottiene la mano della figlia Filippa (1° moglie dell'Almirante).
Restava sempre quel suo progetto da attuare, COLOMBO aveva un grande desiderio raggiungere le Indie passando per l'Occidente, l'Atlantico" BUSCAR EL LEVANTE, por lo poniente"  soleva dire... per fare ciò doveva ottenere un finanziamento.
Nel 1481 CRISTOFORO COLOMBO chiese al Re del Portogallo di finanziare il suo progetto, ma ottenne un nuovo rifiuto.
Nel 1486 ottenne udienza dal Re di Spagna e finalmente la sua tenacia fu premiata dalla Regina Isabella.
Donò a COLOMBO tre (navi) Caravelle; la piccola flotta salpò da Palos il 3 Agosto 1492 con 90 marinai.
Il viaggio durò oltre 2 mesi e proprio  quando la ciurma stanca voleva "ritornare a casa", videro la sospirata TERRA: era il 12 Ottobre 1492.
COLOMBO sbarcò su un'isoletta delle Bahamas chiamata San Salvador (oggi Watling).
Lo scopritore non parlò mai del suo luogo di nascita, ma firmava ogni atto con " COLOMBUS DE TERRA RUBRA"
Egli era convinto di aver raggiunto le Indie; vi fece ben 4 viaggi e in uno di questi nominò una piccola città tra CAPO-HAITI e GONAIVES Piacenza che è simile alla Piacenza di allora ( sorge alla destra di un fiume importante ecc...).




Che accadde al ritorno del primo viaggio?

COLORI PIACENTINI NELL'ARALDICA DI COLOMBO
(dalla pubblicazione " Perchè è Piacentino" di Don Avio Sidoli)


Reduce dalla più ardita e meravigliosa impresa che la storia ricordi, onusto di onori e di gloria, CRISTOFORO COLOMBO ottiene dal Re Ferdinando uno stemma simbolico con l'ingiunzione di aggiungervi le armi della propria famiglia. 
Secondo il regio decreto le scudo doveva essere così diviso:
" Di verde al castello d'oro in alto a destra; d'argento col leone di porpora rampante a sinistra; al basso a destra un mare d'azzurro e cinque isole dorate e a sinistra le armi ch'era solito portare"
Quivi Cristoforo, invece, fece dipingere le insegne d'Ammiraglio (cinque ancore distese) e sotto " Vi inserì la fascia azzurra in campo d'oro col capo cucito di rosso".
Proprio questo, secondo il Pasini-Frassoni e Cesare Cantù, " Non è lo stemma dei Colombo di Liguria ne di quelli del Monferrato, mentre lo portarono quelli del Piacentino".
Per cui il sommo Storico Cantù trovava i diritti di Piacenza veramente incontrastabili.
  "Il dominatore dell' Atlantico ricordò la sua terra d'origine nell'imporre il nome di Piacenza ad una piccola città della Repubblica di Haiti, presso la destra di un fiume, non lungi dai colli in condizioni topografiche quasi identiche a quelle della nostra Piacenza" (Pasini-Frassoni; Rivista Araldica 1908 n° 18 - Cesare Cantu - "Lettera ad alcuni dotti brasiliani sulla patria di Colombo").
Cesare Cantù, storico vero, in una delle sue monumentali opere, " Storia Universale", eniclopedia storica in 36 volumi del 1839, più volte ristampata, fissa come data di nascita più probabile dell' Almirante il 1436, e non senza logica.
La determinazione di questa data è semplicissima: il medico che ha stilato il referto di morte dell'Ammiraglio, scrive che lo stesso aveva circa 70 anni, confortato dalla testimonianza dei presenti (tra i quali i due servitori personali di Colombo, lo scrivano del Consiglio della Corona, che lo accompagnava sempre, il Notaio di fiducia).
Ora 1506 - 70 = 1436.
Questa data risponde appieno agli scritti ed alle testimonianze coeve. Infatti, Colombo inizia a navigare nel 1450-51, diviene Capitano nel 1464-65 ed inizia a "servire" (come corsaro a 28 anni), naviga per 23 anni sino al 1473-74, e si spiega la sua corrispondenza del 1474-75 con il Toscanelli, da Lisbona; a tutto il tempo di sposarsi con la cugina del Re, Cavaliera Felipa Mugniz-Perestrello, ed avere il primogenito Diego, nel 1479, quindi abitare per alquanto tempo sia a Lisbona che a Porto Santo, nelle case avute dalla moglie, ed a Madera, nella casa del Governatore dell'isola, suo cognato, e recarsi più volta alla non lontanissima Mina, intorno al 1480. Facile far quadrare tutti gli altri tasselli della vita dell'Almirante, comprese le azioni corsare ( ignorate dai puristi). Ma questa data aveva torto di non quadrare con le famose carte notarili genovesi.

Don Fernando, circa nel 1512 secondogenito dell'Ammiraglio viene in Italia e.......

Salvador Dalì, La scoperta dell'America ( 1958-59)
 Cristoforo Colombo, la nascita
Verità storica e leggenda purista (Pier Costanzo Brio)

1. Premessa

Tutto quello che da circa un secolo viene divulgato, minuziosamente, capillarmente ed ossessivamente, dai puristi genovesi, circa la nascita del Vicerè Almirante molto Nobile Don Christobal Colon, altrimenti detto Cristoforo Colombo, l'inventore del viaggio alle isole ed alla Terra Ferma, ora detta America, è provatamente  FALSO.
Falsa la data di nascita e di conseguenza falsi gli Avi, falsa la cronologia, tutto falso.
Questa gravissima affermazione non è frutto maniacale, ma nasce da prove "al di sopra di ogni ragionevole dubbio" ovvero regolari sentenze pronunziate da Tribunali dell' epoca, prove dirette fornite da testimoni asseverati dai medesimi Tribunali, scritti autografi coevi sino a noi pervenuti sia del personaggio in oggetto, sia dei figli, sia degli amici.

2. La favola purista

Sebbene la teoria purista vera e propria, che fa nascere Colombo nel 1451, sia cosa molto recente, e culmini con il documento " Assereto" della prima metà del novecento, la sua vantata origine risale a subito dopo la morte dell'Ammiraglio.
A dire il vero detta teoria dovrebbe risalire ai primi tentativi che alcuni " Colombo" genovesi fecero, al diffondersi della fama dell'Ammiraglio, di ottenere appannaggi: ma nessuno di questi fu riconosciuto. Nel senso che erano parenti sì di un Cristoforo Colombo mercante ed ex laniero che operava in Lisbona, ma che questi non era il Vicerè Ammiraglio, anzi non gli era neppure lontano parente. Quindi non troviamo menzione nei moderni puristi di questo innegabile antefatto, e tutto inizia con l'epistola di Antonio Gallo.
Antonio Gallo, che mai conobbe l'Almirante e tantomeno i suoi avi, disse per primo che questi erono di umili origini. Peccato che i Gallo fossero, con i Giustiniani, artefici del ritorno dei Doge a Genova, mediante la cacciata dei Signori Paleologi, e dei Colombo, loro legati e protetti.
Il Giustiniani pubblica le parole del Gallo, e si becca una bella denunzia dal figlio Fernando dell'Almirante. Il Fernando, sono sue parole, ottiene sentenza favorevole dal Tribunale di Genova per falso e calunnia e, sono sempre sue parole, l'ordinanza di ritiro di tutte le copie del libro di Giustiniani dal commercio.
Purtroppo, ma guarda che combinazione, detta sentenza è, almeno al momento, " desaparecida", scomparsa dagli archivi genovesi, quindi possiamo citarla solo come prova indiretta.
Ma vi sono ben altre sentenze come vedremo che provano la falsità delle affermazioni del Gallo.....
Fernando il figlio, parlando del luogo di nascita del padre, dice così: "...Alcuni, che in una certa maniera pensano oscurare la sua fama, dicono che fu di Nervi, altri di Cugureo ed altri di Bugiasco, che tutti son luoghi piccoli presso alla città di Genova e nella sua stessa riviera; e altri che vogtiono esaltarlo di più, dicono che era savonese, altri genovese; e ancor quelli, che più sagliono sopra il vento ( questa frase è variamente interpretata, e ha torto, da genovesisti di mala fede viene fatta equivalere a che ignora e simili; mentre è evidente non possa significar altro che: " Quelli che non si appagano divento e di dicerie," quanto a dire quelli che vanno per la maggiore e che sanno le cose per bene.) lo fanno di Piacenza; nella qual città sono alcune honorate persone della sua famiglia e sepolture con armi e lettere di Colombo: perchè in effetto questo era già l'usato cognome de' suoi maggiori."

 



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